Spietramento sulla Murgia, arriva la prima sentenza di assoluzione

La Redazione

«Il fatto non sussiste». Una coppia altamurana, proprietaria di alcuni ettari del Parco, era accusata di aver effettuato attività di spietramento per trasformarli in seminativi.

0 commenta

Sono iniziati in questi giorni i primi processi sui proprietari terrieri implicati nei reati relativi allo spietramento di terreni all’interno del Parco dell’Alta Murgia, indagine poi sfociata in quella più nota come “Apocalisse”.

I fatti risalgono al settembre del 2003, quando il Corpo Forestale dello Stato sequestrò, all’interno del Parco dell’Alta Murgia, oltre 54 ettari di terreni pascolivi che risultavano illegalmente spietrati.

Nella zona ricadevano anche i vincoli comunitari naturalistici della zona di protezione speciale (Zps) Murgia Alta e del Sito di importanza comunitaria (pSic), un vincolo idrogeologico ed il vincolo del Piano regionale tematico.

Su gran parte degli ettari sequestrati, di proprietà di una coppia altamurana, Nicola Mercadante e Maria Cifarelli i quali avevano acquistato questi terreni da un imprenditore agricolo coratino, erano state attuate attività di spietramento per trasformarli in seminativi, una pratica vietata perché i terreni avevano natura di pascolo.

A distanza di quattro anni presso il Tribunale di Trani, sezione distaccata di Ruvo di Puglia, il giudice Ugo Bassi su richiesta del Pubblico Ministero Giuseppe Maralfa, aveva dato seguito ad una lunga istruttoria che nei giorni scorsi ha avuto la sua sentenza.

Durante la fase processuale il pm titolare, Maralfa, aveva chiesto per i due imputati una sentenza di condanna che però non hanno trovato riscontro nella decisione del Giudice Bassi che ha assolto i due imputati, difesi dall’avvocato Michele Quinto, per tutti i reati ascritti «perché il fatto non sussiste».

Da segnalare che si tratta della prima sentenza di assoluzione sulla vicenda dello spietramento all’interno del Parco dell’Alta Murgia e che, in questa causa specifica, la Regione Puglia in qualità di “persona offesa” ha rinunciato a costituirsi parte civile.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!