Onde elettromagnetiche, dibattito ad Altamura

Felice Moramarco

Il professor Vito Capozzi, docente dell’Università di Foggia, ha tenuto gli altamurani “a lezione” sull’elettrosmog

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Un cospicuo numero di cittadini ha seguito ieri sera, presso il teatro della Parrocchia di San Giovanni Bosco, il dibattito “Onde elettromagnetiche ed elettrosmog…non le vedi ma ti attraversano”. Ad informare i presenti circa le onde elettromagnetiche, la loro composizione fisica, il loro eventuale inquinamento e gli effetti che questo produce sulle persone ad esso esposte, il professor Vito Capozzi, ordinario di fisica applicata presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Foggia.

Durante il dibattito sono inoltre intervenuti il legale del Comitato contro l’elettrosmog, Bartolo Lorusso, e il Presidente del comitato stesso, Sara Chironna.

A fine convegno il professor Capozzi ha risposto ad alcune domande di AltamuraLive.it.

Non ci sono, ad oggi, studi della comunità scientifica internazionale che accertino, senza possibilità di smentita, la nocività delle onde elettromagnetiche per il corpo umano. Qual è la sua opinione in merito?

«Quello che penso è che si debba distinguere tra onde elettromagnetiche ad alta intensità ed onde a bassa intensità. Per quanto concerne le prime, la situazione è abbastanza definita: ci sono decine di studi che attestano le patologie a cui si va incontro nel caso si sia esposti abbondantemente a queste onde. Un altro discorso riguarda le onde a bassa intensità, quelle permesse dalle normative vigenti. In questo caso la statistica sta crescendo negli anni ed anche se oggi non ci sono delle certezze abbiamo ottime indicazioni che fanno capire quali effetti possano causare queste onde elettromagnetiche a bassa intensità per gli uomini. La ricerca scientifica sta lavorando ampiamente per comprenderne di più.»

Venendo alla situazione altamurana, con un ordine del giorno il Consiglio Comunale ha stabilito la delocalizzazione di tutti i ripetitori radio-televisivi e telefonici al di fuori dell’abitato urbano. Secondo lei, data anche la conformazione del territorio altamurano, è possibile questa delocalizzazione?

«Il regolamento regionale del 2006 prevede che le nuove installazioni radio-televisive debbano essere necessariamente compiute all’esterno del perimetro urbano. Per quelle già esistenti bisogna stilare un piano di delocalizzazione dopo aver effettuato degli studi particolareggiati sul territorio, accordandosi con i gestori degli impianti, magari presentando degli incentivi per lo spostamento delle antenne fuori dalla città.» 

Il suo suggerimento è, quindi, quello di compiere degli studi precisi prima di qualsiasi provvedimento esecutivo.

«Si. Ribadisco, occorre uno studio dettagliato del territorio dal quale poi far emergere un piano di localizzazione di antenne ideale per la città esaminata.»

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