Franco Cassano e il riscatto del Sud

Antonio Ferrante

Se ne è parlato ieri durante l’incontro organizzato dalla Fabbrica di Nichi altamurana.

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Difficile parlare di nuova “questione meridionale” in poco tempo. Ci è riuscito ieri sera il sociologo barese Franco Cassano, intrervenuto ad un incontro organizzato dalla Fabbrica di Nichi altamurana.

Sala consiliare gremitissima, attentissima a seguire il filo che ha portato Cassano ad analizzare i punti nodali di un sistema-mezzogiorno che continua ancora oggi a rincorrere il Nord. E si badi, ci tiene a sottolineare il sociologo, non per mancanza di energie e risorse intellettuali, bensì per una volontà che affonda le radici nel periodo post-unitario italiano.

Dicevamo, difficile trattare di un argomento così vasto in una sola serata. Cassano si è soffermato soprattutto su tre-quattro questioni: la mancanza di infrastrutture nei trasporti, la fuga delle risorse e del personale umano, i fondi comunitari spesi male (quando arrivano), la mancanza di un “microfono” del pensiero meridionalista.

La discussione si è accesa quando Giovanni Diele, referente della Fabbrica di Nichi altamurana ha preso la parola. Ha denunciato il problema del dirottamento dei fondi Fas (Fondi per le aree sotto utilizzate) da parte del Governo nazionale. Fondi che erano destinati alle aree svantaggiate del Meridione e che hanno preso altre strade, sono stati utilizzati per tappare buchi di bilancio e realizzare opere al Nord. Uno scandalo documentato puntualmente, ha sottolineato Diele, durante l’ultima puntata del programma Rai “Report”.

Una formula, quella di ieri sera, che si spera possa proseguire periodicamente nei mesi a venire.

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