Perfect Breed, metal made in Altamura

Felice Moramarco

A tu per tu con la band altamurana, realtà emergente del panorama metal italiano

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Spesso, in Italia, il metal è raffigurato come un genere musicale di nicchia, “poco mediterraneo” se così si può dire, più adatto al nord Europa scandinavo o tutt’al più all’area mitteleuropea. Spesso si tratta solo di generalizzazioni e luoghi comuni. Certo, non si può dire che sia un genere musicale tra i più seguiti nella nostra nazione, ma esistono realtà importanti nel panorama italiano che non vanno sottovalutate e che godono di una schiera di fans nutrita ed agguerrita. Una di queste realtà, una delle più apprezzate tra le emergenti, è quella dei Perfect Breed, metal band tutta altamurana dall’età media bassissima. Altamuralive.it ha intervistato il frontman del gruppo, Giuseppe Piccinni.

Quando è nato il vostro gruppo?
Nel 2007. Ricordo che fu una nascita abbastanza strana dato che fu derivata dalla rottura con 3 dei 6 membri. In pratica una volta che chitarrista, batterista e tastierista lasciarono la band io insieme all’altro chitarrista e al bassista decidemmo di darci un nome e iniziare a registrare il primo demo CD. Dopo qualche tempo I tre membri che prima erano venuti meno rientrarono nella band e attualmente abbiamo la stessa stabile formazione.

 Da chi è composto?
Giuseppe Piccinni, che sarei io, al microfono; Mario Vitale e Vincenzo Cornacchia alle chitarre; Giuseppe Lorusso al basso; Giuseppe Taccogna e Angela Giannuzzi rispettivamente alla batteria e alla tastiera. E’ un po un problema il fatto che metà gruppo si chiami Giuseppe e puoi capire benissimo il motivo.

Avete dei gruppi di riferimento?
Ce ne sono stati parecchi in passato, ma attualmente l’ispirazione maggiore viene dagli Opeth e dai Dream Theater. Ovviamente, però, facciamo ancora riferimento al filone del death metal melodico scandinavo che è stato il genere che ha spinto un po’ tutti gli attuali membri a formare la band che successivamente si sarebbe chiamata Perfect Breed.

Chi scrive musiche e testi?
Le musiche le scriviamo io (Giuseppe Piccinni), il batterista e il chitarrista solista (Mario Vitale) mentre dei testi ce ne occupiamo solo io e Mario.

Nell’undergound siete noti ed apprezzati, anche da riviste specializzate nel vostro genere. Ma Altamura è una città pronta per la vostra musica?

Altamura purtroppo non si può definire una città pronta in nessun campo. Non è pronta per il teatro, non è pronta per la buona musica dal vivo e non è pronta per mostre d’arte. Ci sono parecchie associazioni che spingono per far si che cominci a farsi strada una cultura di qualsiasi tipo tra i cittadini di qualunque estrazione sociale ma a quanto si nota non riescono ad ottenere poi molto, c’è una sorta di rigetto verso tutto ciò che può impegnare la mente.

E’ una città che permette a dei giovani artisti come voi di potersi esprimere?

No! Assolutamente no! Purtroppo non ci sono luoghi al coperto per organizzare concerti e anche se ci fossero l’afflusso di gente sarebbe davvero ridotto all’osso a causa di ciò che ti ho detto prima. La gente non è educata all’apertura mentale.

Che progetti avete a breve termine?
Per ora stiamo attendendo varie recensioni del disco e siamo in cerca di un’etichetta e altre serate.

Come sta andando il vostro primo album “The Zeroth Law”, uscito lo scorso 12 marzo?
E’ un po’ presto per dirlo ma siamo soddisfatti, le vendite e i riscontri sia da parte del pubblico che della stampa sono davvero lusinghieri

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