Uomo di Altamura, finalmente si parte!

Antonio Ferrante

Presentati ieri mattina i primi risultati scientifici del nuvo Comitato che studierà lo scheletro fossile.

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Si è svolta ieri mattina, alle 11, nella nuova sala consiliare del Comune, l’attesa conferenza stampa che ha comunicato i primi risultati scientifici condotti sull’Uomo di Altamura. I primi dell’era “post Pesce-Delfino”.

Alla Conferenza cittadina sono intervenuti otre al Sindaco Mario Stacca, il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia Ruggero Martines, il Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia Teresa Elena Cinquantaquattro, il Dirigente dell’area delle Politiche per la Promozione del Territorio, dei Saperi e dei Talenti della Regione Puglia Francesco Virgilio, il Direttore del Museo Nazionale Archeologico di Altamura Donata Venturo.

Hanno illustrato i risultati ottenuti David Caramelli del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell’Università di Firenze, Giorgio Manzi del Museo di Antropologia “Giuseppe Sergi” dell’Università “La Sapienza” di Roma, Marcello Piperno della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma, Guido Biscontin del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Sono stati presentati i primi risultati ottenuti a seguito del progetto scientifico riguardante lo studio delle problematiche relative al complesso paleontologico altamurano. Gli esiti sono stati il frutto del lavoro di una Commissione della quale hanno fatto parte esperti internazionali nelle varie discipline.

La Commissione ha elaborato un piano di azione e proposte finalizzate a garantire la salvaguardia, la fruizione e la valorizzazione dello straordinario reperto di Lamalunga.  I risultati, nonostante siano stati condotti su un singolo osso, appaiono già straordinari.  La Direttrice del Museo Nazionale archeologico di Altamura, Donata Venturo, ha raccontato la storia della scoperta dell’Uomo fino alle ultimissime vicissitudini e preoccupazioni riguardanti la salvaguardia del reperto messo a rischio dalla formazione di pericolose alghe in grotta, dovute alla illuminazione del vecchio impianto di video-osservazione targato Pesce-Delfino.

Una prima buona notizia si apprende dalla conferenza: l‘impianto Sarastro è stato completamente smantellato negli scorsi mesi. La grotta è al buio, come è sempre stata per migliaia di anni.

Emerge dalla conferenza la volontà comune di proseguire nello studio del prezioso reperto fossile e di passare ad una fase di valorizzazione che coinvolga tutte le parti interessate. Sono in molti, Sindaco compreso, ad auspicare la nascita di una Fondazione che si occupi in futuro dell’Uomo di Altamura.

Chi si aspettava di conoscere la datazione precisa del reperto è rimasto deluso. Ma non del tutto. Le ricerche non hanno riguardato la datazione ma dalle stesse è stato possibile mettere dei paletti. Innanzitutto l’Uomo era un maschio, cosa che era nota, ma il risultato è arrivato da ricerche condotte nell’ambito dello studio del Dna. Seconda notizia rilevante: lo scheletro fossile è sicuramente un Neanderthal. E veniamo alla datazione: tutto lascia pensare che l’Uomo abbia 40-50 mila anni. Ipotesi, come sottolineato dai luminari presenti in aula, che potrà trovare conferma solo da esami specifici sulla datazione come quello del Carbonio-14, esami che sono in corso.

Sono tutti risultati resi possibili dal prelievo in grotta di un singolo osso della scapola. Immaginate, hanno evidenziato gli scienziati, cosa si potrebbe scoprire analizzando altre parti dello scheletro, come ad esempio il cranio.

Ma le ricerche sono solo all’inizio e, come sottolineato dai componenti della Commissione scientifica, i risultati futuri potrebbero rivelarsi di estrema importanza. Intanto il Comune, di concerto con la Direzione regionale per il Beni culturali, sta mettendo a punto un progetto di valorizzazione dell’Uomo affinchè, come auspicato dai relatori, questo reperto diventi finalmente una “manna” per l’intera comunità e non solo per una sola persona.

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