Inchiesta rifiuti-sanità, l’intera vicenda

La Redazione

Le indagini potrebbero riservare ancora delle sorprese.

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Turbativa d’asta, corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, falsità materiale in atti pubblici. Sono queste le ipotesi di reato che hanno portato all’arresto di due imprenditori e tre dirigenti Asl nell’ambito dell’ inchiesta della Procura di Bari su rifiuti e sanità.

L’ ordinanza è stata emessa dal Gip  V. Fanizzi su richiesta avanzata dai Pm Desirè Digeronimo, Marcello Quercia e Francesco Bretone nell’ambito dell’inchiesta sulla Sanità pugliese condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari e del Ros. L’attività di indagine, in particolare, ha fatto luce su un torbido ed illecito intreccio fra il management sanitario e l’imprenditoria operante nel settore con il coinvolgimento dell’ex Assessore Regionale alle politiche della Salute Alberto Tedesco, nei cui confronti sono al vaglio degli inquirenti ulteriori vicende sospette.

In particolare, l’inchiesta ha riguardato le milionarie gare pubbliche indette dalla ASL di Bari per il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti speciali prodotti nelle strutture sanitarie ed amministrative dell’ente e per il completamento delle attrezzature dell’IRCCS Gioanni Paolo II-Oncologico di Bari (lotto 2 e 4).

Le indagini hanno consentito di evidenziare l’illecita ingerenza degli indagati a sostegno degli interessi economici: della ditta VI.RI. srl, specializzata nella raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali, facente capo a Michele Columella e Francesco Petronella, concretizzatasi con l’assegnazione dell’appalto dell’ASL di Bari nell’aprile 2009 per un importo di circa 5 milioni di euro, relativo al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti speciali prodotti dalle strutture sanitarie della succitata azienda sanitaria; della DRAEGER spa, rappresentata da Elio Rubino concretizzatasi con l’assegnazione dell’appalto dell’ente pubblico dell’importo di circa 2 milioni e 600mila euro, relativo alla fornitura di attrezzature necessarie per il completamento della nuova sede dell’IRCCS “Giovanni Paolo II” di Bari (cd. Istituto Oncologico); della CONSANIT scpa concretizzatasi con l’assegnazione dell’appalto relativo alla fornitura di arredi di laboratorio per l’importo di circa 2 milioni di euro grazie all’illecita attività posta in essere dal p.u. Antonio Colella.

Allarmante è risultata la facilità con cui gli odierni indagati intervenivano nelle sedute dei seggi di gara al fine di attribuire punteggi decisamente superiori nelle valutazioni delle offerte dal punto di vista tecnico e qualitativo rispetto alle ditte concorrenti.

Le due vicende vagliate dagli inquirenti si connotano per una accertata illecita condotta di turbativa ad opera degli indagati finalizzata alla aggiudicazione degli appalti in favore delle società citate ed in danno delle altre ditte partecipanti. L’esame delle gare ha evidenziato un perverso meccanismo di aggiudicazione illecita basato non sulla libera concorrenza fra ditte nell’ambito di un legittimo sistema procedurale di gestione della gara, ma sulla fraudolenta iniziativa di taluna di esse volta a piegare il sistema a proprio vantaggio, avvalendosi della condotta posta in essere dai pubblici funzionari Nicola Del Re  e Filippo Tragni per l’appalto dei rifiuti speciali aggiudicato alla VIRI e Antonio Colella per l’appalto dell’oncologico aggiudicato alla DRAGHER e alla CONSANIT.

L’indebito stravolgimento delle regole della gara si è perfezionato con la reiterata rivelazione di notizie segrete inerenti l’istruttoria e con la complice disponibilità dei predetti pubblici funzionari ad assecondare le richieste delle ditte poi risultate vincitrici degli appalti; nel caso dell’appalto sui rifiuti speciali anche con la sostituzione della busta in corso di istruttoria contenente l’offerta economica della ditta VIRI.

Nelle vicende in esame Tedesco si inserisce decisamente nel turbamento della gara per i rifiuti speciali vinta dalla VI.RI. srl, di cui segue attentamente le sorti, attraverso la concreta ed interessata ingerenza nell’istruttoria della stessa – certamente segreta sino alla pubblicazione dei punteggi finali – per il tramite di suo genero Elio Rubino; il tutto reso possibile con la comprovata complicità dei componenti delle Commissioni di gara, Nicola Del Re e Filippo Tragni che si prodigheranno per il raggiungimento dello scopo (in particolare, agendo per l’utilità di veder sistemata definitivamente la propria posizione professionale di dirigenti precari all’interno dell’ASL).

Nella gara dell’oncologico vinta dalla ditta DRAEGER (lotto 2) è stata parimenti riscontrata l’illecita attività di turbativa posta in essere dal Elio Rubino e da Mario Malcangi e dal pubblico funzionario dell’ASL-BA Antonio Colella, già coinvolto in altre inchieste sulla sanità; nella gara vinta dalla CONSANIT è stata altresì riconosciuta l’illecita attività di Colella per falso ideologico e abuso di ufficio in favore della menzionata ditta.

Il compendio indiziario acquisito a supporto dell’ipotesi investigativa è corredato da intercettazioni telefoniche, dalle acquisizioni documentali e dai contenuti di esami testimoniali e interrogatori: l’insieme combinato di tali fonti di prova fotografa uno spaccato che evidenzia gravi condotte lesive degli interessi pubblici nel quadro più in generale di una diffusa mala gestione della cosa pubblica.

Gli arresti domiciliari sono scattati nei confronti di: Francesco Petronella, classe 1957, imprenditore, titolare di fatto della società a r.l. VI.RI.; Michele Columella, legale rappresentante della società a r.l. VI.RI.; Antonio Colella, classe 1948, già capo Area Gestione Patrimonio ASL Bari;  Nicola Del Re, classe 1949, dirigente ASL Bari; Filippo Tragni, classe 1959, dirigente ASL Bari.

Nei confronti di Alberto Tedesco la Procura non ha avanzato allo stato richiesta di misura cautelare essendo al vaglio ulteriori episodi di indebite ingerenze nella gestione della cosa pubblica.

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