Omicidio Cassol, l’intervento dell’Ente Parco della Murgia
L’Ente Parco: nel territorio dell’area protetta è “vietato il campeggio al di fuori dalle aree destinate a tale scopo e appositamente attrezzate”.
L’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia esprime cordoglio per la tragica morte del parroco di Longarone, don Francesco Cassol, ucciso nella notte del 21 agosto con un colpo di fucile da caccia in località Pescariello, nel territorio del Parco Nazionele dell’Alta Murgia.
Qualora ‘ipotesi investigativa dell’errore commesso da parte dal bracconiere altamurano fosse confermata porrebbe ulteriormente in evidenza la necessità di intensificare la sorveglianza notturna da parte dell’organismo preposto, ossia il Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Parco del Corpo Forestale dello Stato. Ad oggi tale attività di controllo, pur necessaria, non è stata assicurata pienamente per questioni più legate al rispetto di accordi sindacali che per carenza di uomini, di mezzi e di fondi. È anche da evidenziare la scarsa presenza nel territorio del Parco di unità del Corpo di Polizia Provinciale di Bari e di Barletta-Andria-Trani ed il loro mancato coordinamento con gli altri organismi di sorveglianza.
Questa è la posizione dell’Ente Parco che sottolinea come nel territorio dell’area protetta sia "vietato il campeggio al di fuori dalle aree destinate a tale scopo e appositamente attrezzate" e che sia assolutamente vietata "l’accensione di fuochi all’aperto".
E’ per questi motivi che l’Ente Parco invita coloro che abbiamo intenzione di fare campeggio a richiedere la necessaria preventiva autorizzazione.




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