“Notte bianca”, tra luci ed ombre

Antonio Ferrante

Meno pubblico rispetto alle altre edizioni, tra critiche e conferme.

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"Si può fare meglio", è questa la consueta giustificazione o auspicio degli organizzatori. Ma è il popolo di Facebook, ancora una volta, a dare i voti alle manifestazioni. E la "Notte Bianca 2010" è fatta di alti e bassi, luci ed ombre.

Questo genere di manifestazioni, nate nelle Piazze di Parigi, Roma e Berlino, hanno riscosso un tale successo da essere state riproposte negli anni successivi, in ogni angolo dell’Europa. Un pò per creare movimento, un pò per scarsità di idee. Una cosa è certa, il concetto di "Notte Bianca" è stato interpretato e manipolato a seconda delle esigenze di amministrazioni comunali e organizzatori.

La "Notte Bianca", quella originale, non dovrebbe essere un bazar, un contenitore dove gli ficco di tutto e di più, ma un palcoscenico diffuso che produca divertimento e cultura in senso stretto. Molto spesso si trasforma in un minestrone trash senza un filo conduttore, una "Notte Bianca" come migliaia di tante altre che non meritano nemmeno un trafiletto su un giornale perchè non fanno più notizia.

Nonostante l’encomiabile sforzo degli organizzatori, il risultato che ne esce fuori è qualitativamente modesto. E mentre in questi giorni Conversano riproporrà il suo "Lector in Fabula" e sarà invasa di visitatori giunti ad ascoltare le parole di Paolo Mieli, Franco Cassano e altri illustri intellettuali italiani, Altamura ha contato altrettanti visitatori giunti ad ascoltare i motivetti da spiaggia dei Righeira. Se il successo di una manifestazione si decreta dal numero dei visitatori, allora la "Notte Bianca" altamurana è una manifestazione di successo ma priva di valore aggiunto, della serie "passato il Santo, passata la festa".

Altre manifestazioni, invece, creano una scia nel tempo e allora si può dire che il gioco vale la candela, ovvero che gli investimenti hanno portato un reale beneficio alla città, culturale, educativo, ricreativo e anche economico.

Dicevamo di Facebook, gli internauti hanno espresso la loro opinione. Nessuno è entusiasta, in molti restano impassibili. C’è chi sottolinea la mancata apertura dei negozi fino a tardi, chi dice che gli spettacoli fossero troppo pochi. Il dopo-Notte bianca, quindi, sprigiona tutto e i contrario di tutto.

Una cosa è certa, i Righeira non lasciano il segno, oggi la Notte Bianca è solo un ricordo. Verrebbe da dire "si può fare molto, molto meglio".

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