Il pm Laudati: «L’omicidio Dambrosio è il più grave delitto degli ultimi mesi»
Il Procuratore capo: «omicidio strategico per chi intende assicurarsi un ruolo principale nella gestione delle attività criminali».
Sono forti, puntuali e per certi versi eclatanti le ultime dichiarazioni del Procuratore capo della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, fatte all’indomani dell’omicidio di Bartolomeo Dambrosio.
Sono dichiarazioni che gettano luce su una situazione ben più preoccupante di quanto non apparisse.
L’omicidio di Dambrosio, ha dichiarato Laudati, è considerato «strategico per chi intende assicurarsi un ruolo principale nella gestione delle attività criminali».
Molto più di un omicidio, quindi, un atto di forza che paleserebbe «un cambiamento di rapporti di forza all’interno della malavita del distretto barese».
E a chi era abituato a pensare che la Mafia fosse circoscrivibile solo a Sicilia, Campania e Calabria, dovrebbe ora ricredersi. «La criminalità organizzata barese – dichiara infatti Laudati – non è seconda a nessuna mafia ma l’omicidio D’Ambrosio non è solo l’ennesimo fatto di sangue che si inserisce all’interno di una guerra fra clan rivali di Altamura, ma sotto il profilo criminologico è sicuramente il delitto più grave avvenuto fra quelli registrati negli ultimi mesi».
Il magistrato della Procura ha parlato di Dambrosio, sottolineando come «la caratura della vittima, un boss indiscusso della malavita locale, ma con un carisma tale da assicurarsi un ruolo di rispetto anche in contesti socio-economici diversi da quelli della semplice delinquenza</strong>; le modalità dell’esecuzione che per il numero di persone, di armi e di munizioni impiegate sono tipiche degli agguati mafiosi</strong>; il contesto nel quale è maturato l’omicidio che potrebbe non essere 'perimetrato' alla sola città di Altamura, ma si potrebbe inserire all’interno di una strategia criminale volta a ristabilire o ridisegnare nuovi equilibri o nuovi scenari all’interno della criminalità organizzata del Barese, vale a dire di Bari e provincia».
A conclusione delle sue dichiarazioni, Laudati parla poi dello svolgimento di delicate indagini che «potranno far luce non solo su chi ha materialmente ucciso D’Ambrosio, ma serviranno a fornire una lettura più completa su come la malavita organizzata barese si sta, appunto, riorganizzando».




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