Rimborsi gonfiati, dipendente della Procura di Bari ai domiciliari

La Redazione

Operazione del nucleo di Polizia tributaria di Bari

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Fatture gonfiate per ottenere indebiti rimborsi dalla Procura di Bari. Ma il trucco non è passato inosservato ed il dipendente della Procura è stato scoperto e da questa mattina è ai domiciliari insieme al suo presunto complice.

I militari della polizia giudiziaria del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari, infatti, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse dalla Procura di Bari nei confronti di Vincenzo Tedesco, di 45 anni residente ad Altamura, dipendente della Procura di Bari, e Nicola Giammaria, di 44 anni, residente a Valenzano, titolare di un deposito di automezzi. I due dovranno rispondere dell’accusa di falso materiale e ideologico.

I due – secondo gli inquirenti – avevano architettato una vera e propria truffa che in soli pochi mesi (secondo le indagini, almeno dal novembre del 2009 al marzo di quest’anno) aveva consentito loro di percepire somme indebite per oltre 10mila euro.

Il titolare del deposito d’accordo con il dipendente amministrativo della Procura, addetto alla liquidazione delle spese giudiziarie comprese quelle di custodia di mezzi sottoposti a sequestro, presentava o fatture gonfiate (aumentando il numero dei giorni di custodia o dei mezzi custoditi), oppure, in alcuni casi, documenti totalmente falsi, per mezzi mai custoditi nel suo deposito.

A quel punto Tedesco compilava le nota spese dove, "in modo subdolo – secondo la ricostruzione degli inquirenti – inseriva sia le liquidazioni legittime sia quelle truffaldine e le sottoponeva alla firma dei funzionari e dei magistrati dei quali godeva, comunque, di una fiducia professionale".

Fiducia che è venuta meno quando nel corso di controlli amministrativi – a seguito di alcune anomalie riscontrate incrociando i documenti contabili – gli stessi funzionari della Procura hanno intuito che c’era qualche falla nell’iter burocratico. A quel punto è scattata l’indagine della Procura di Bari che nel giro di pochi mesi ha fatto luce su una truffa perpetrata al proprio interno.

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