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Cultura di qualità e imprese illuminate, a colloquio con Smaldone e Fiore

La redazione
La manifestazione "Altremura" sta dimostrando che la città deve puntare tutto sulla valorizzazione del proprio patrimonio culturale e intellettuale.
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Un evento culturale di qualità ha sempre alle spalle un gruppo di persone di qualità. La città di Altamura, da ormai troppo tempo, ha perso il contatto e la consapevolezza di cosa sia un evento culturale di qualità, di quelli che ti attirano gente forestiera, che fanno parlare i giornali nazionali, che creano valore aggiunto ad un territorio, che legano attraverso un filo d’oro conoscenza, turismo, valorizzazione dei beni culturali.
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rnErano anni che Altamura non assaporava il gusto e il vanto di un evento culturale doc. A riuscire in questa impresa sono stati i ragazzi dell’associazione "Spiragli" che hanno organizzato "Altremura", una splendida mostra sul genio della pittura Pietro Annigoni. Abbiamo colloquiato con Bartolomeo Smaldone e Franco Fiore. Ne è venuta fuori una chiacchierata informale su ciò che oggi, ad Altamura, è considerata cultura e sul concetto di impresa culturale.
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rnQual è la situazione della cultura, ad Altamura?
rn(Smaldone) La maggior parte delle associazioni altamurane sono abituate a ragionare in un ottica individualistica. Invece, oggi, bisogna imparare a parlare di "rete". Bisogna mettere insieme le proprie forze, stabilire una programnmazione annuale e dare dimostrazione di ciò che si può fare col capitale intellettuale.
rnCome si arriva a fare rete?
rn(Smaldone) Si deve mettere a disposizione il proprio bagaglio personale e puntare in alto. Con "Altremura" abbiamo coinvolto personaggi di caratura nazionale, creando così un circolo virtuoso.
rn Siete stati i primi a utilizzare il contenitore di Palazzo Baldassarra.
rn(Smaldone) il problema di Altamura non è la mancanza di contenitori, quello più grande è la città stessa, il centro storico. La sfida di "Altremura" è stata quella di riempire il contenitore di contenuti di spessore culturale. Il problema, lo ripeto, è quello di riuscire a mettere sù una programmazione seria che sia una dimostrazione di forza nei confronti della politica. Il bilancio, fino ad ora, di "Altremura" è tutto sommato positivo, ma siamo solo al primo anno. La mostra, lo voglio ricordare, termina il 26 giugno.
rnUn retaggio che andrebbe estirpato è quello dell’invidia.
rn(Smaldone) Molti altamurani sono affetti da invidia cronica. Ci si lamenta troppo e si agisce poco. Quando qulcuno opera li si mette di fronte alla propria miseria e si è portati ad attaccare. E’ uno stereotipo che dobbiamo tentare di eliminare, attraverso le azioni. Dimostriamo quello che si può fare con la cultura e soprattutto quello che la cultura ci può dare in termini anche economici. La cultura è una risorsa e può essere capitalizzata.
rnQuali sono i progetti per il futuro?
rn(Smaldone) Stiamo già lavorando ad "Altremura" 2012. Ci saranno concerti, mostre ed altri eventi.
rnCosa pensate del rapporto virtuoso tra impresa e cultura? Le aziende altamurane scommettono in eventi culturali per rafforzare il proprio brand?
rn(Fiore) Mi sono occupato, con "Altremura" dell’aspetto organizzativo. Ho trovato in alcuni imprenditori una grande disponibilità ad investire in un evento culturale di qualità, e di questo mi sento di ringraziarli. Un grande ringraziamento, comunque, va all’azienda "Sistema" che si è occupata dell’allestimento della mostra, dimostrando grande professionalità e know how. Siamo convinti che dalla prossima edizione molte altre imprese scommetteranno su di noi. L’amministrazione comunale, oltre alla concessione all’utilizzo di Palazzo Baldassarra, non ha dato alcun contributo economico.
rn(Smaldone) Fatto salvo il ringraziamento all’amministrazione comunale per l’utilizzo del Palazzo, va però detto che ci ha chiesto un rimborso spese che poteva benissimo accollarsi senza farlo gravare su un’associazione. Il mio auspicio per il futuro è quello di riuscire a fare queste manifestazioni senza l’ausilio della politica.
rn(Fiore) Altamura deve puntare sulla cultura per una rinascita di carattere anche economico. Dopo un periodo di depressione e decadenza il turismo e l’impresa culturale può rappresentare un canale di sviluppo per questo territorio. Abbiamo bisogno di valorizzare il grande patrimonio di beni culturali attraverso l’attrazione di capitali anche esterni. Credo che sia di prioritaria importanza investire in questo settore.

lunedì 6 Giugno 2011

(modifica il 28 Giugno 2022, 7:16)

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