Docente precaria da 7 anni, ora è a tempo indeterminato

La redazione

L’avvocato che ha vinto la causa è l’altamurana Graziangela Berloco.

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Il sindacato UGL Scuola Bari – Bat, nei mesi scorsi, aveva presentato centinaia di ricorsi al Giudice del Lavoro in difesa dei precari della scuola per il riconoscimento della stabilizzazione dopo aver lavorato per almeno 36 mesi con contratti a termine. Con sentenza dello scorso 18 luglio, il Tribunale di Trani – sezione Lavoro ha accolto il ricorso di una docente, precaria da oltre 7 anni, in servizio presso l’Istituto “Archimede” di Andria, patrocinata e difesa dall’avvocato altamurano Graziangela Berloco, con cui si chiedeva la conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, oltre ad un risarcimento a compensazione dei disagi e dei danni subiti a causa della precarietà prolungata nel tempo.

“Una decisione importantissima – dichiara Berloco, legale del sindacato – un precedente giurisprudenziale di spessore, fondamentale per la tutela dei diritti dei lavoratori della scuola, che restituisce loro dignità, dopo aver subito per anni veri e propri abusi derivanti dai continui licenziamenti che, puntualmente, si verificavano al termine delle attività didattiche. Licenziamenti che si sono perpetuati in misura incredibile nel settore della scuola come in nessun altro settore, pubblico o privato. Insegnanti e personale ATA ai quali è stata negata la possibilità di vivere serenamente e progettare il futuro, non potendo contare sulla stabilità del proprio posto di lavoro. A tutto questo mi auguro verrà presto posta la parola fine”.

Non nasconde entusiasmo e soddisfazione Rossano Sasso, segretario provinciale del sindacato Ugl – Scuola di Bari, promotore dei ricorsi che ricorda come, tra mille difficoltà, si sia giunti al risultato odierno: “prima ci hanno provato facendo passare sotto voce e durante le vacanze di Natale la scadenza per presentare i ricorsi, poi hanno tentato di scavalcare la normativa europea e, dulcis in fundo, hanno introdotto con l’ultima legge finanziaria, allo scopo di scoraggiare i ricorrenti, delle nuove tasse per poter presentare ricorso al Giudice del lavoro”.

"Né può bastare il contentino delle ultime immissioni in ruolo – continua Sasso – ad arginare il dramma delle migliaia di lavoratori della scuola che dopo aver lavorato per 10, 15 e anche 20 anni, saranno licenziati o, per i più fortunati, riusciranno a svolgere qualche supplenza. Per tutti quelli che non hanno presentato ricorso in passato, e che hanno svolto almeno 3 incarichi annuali dopo il 1999, ricordiamo che possono ancora farlo, avendo 60 giorni di tempo dalla scadenza dell’ultimo contratto per impugnare il licenziamento".

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