Presentato rapporto su imprese cooperative pugliesi

La Redazione
Impresa.

L'aggregazione come risposta alla crisi.

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Le imprese cooperative pugliesi puntano sulla formazione interna (49,7%) e le nuove tecnologie (42%), attingono in maniera limitata ai finanziamenti pubblici (8,2%) e privilegiano quasi esclusivamente il mercato regionale (oltre l'80%), mentre trova sbocco nel mercato nazionale quasi il 10% delle imprese. Sono alcuni dati del primo Rapporto sullo stato della cooperazione in Puglia, realizzato nell'ambito di un progetto unitario delle Centrali cooperative pugliesi Confcooperative, Legacoop, Agci (associazione generale cooperative italiane) e Unci (unione nazionale cooperative italiane), promosso dalla Regione Puglia e presentato lo scorso 19 dicembre a Bari. All'incontro hanno partecipato la vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone (assessore allo Sviluppo economico), i referenti delle Centrali cooperative, il coordinatore generale del progetto, Giovanni Tricarico e la coordinatrice della ricerca qualitativa, Caterina Nardulli.

L'assessore Capone ha dichiarato: «Vogliamo promuovere le cooperative che operano in tutti i settori, dalla ricerca alla cultura, per offrire vantaggi sia alle imprese che all'intera collettività. Anche in un momento di così grave crisi, le cooperative rappresentano uno strumento per fare impresa rivolto a giovani e donne che aspirino a entrare nel mercato del lavoro». Le cooperative pugliesi attive sono circa 7.200, con 63.000 occupati, la cooperazione rappresenta il 9,1% dell’intero settore nazionale (per numero di imprese) e il 4,7% se si fa riferimento al numero di occupati. Negli ultimi tre anni il numero di soci è cresciuto dell'11%, il fatturato del 22% circa e il capitale sociale del 4,7%. «L'indagine – ha spiegato Giovanni Tricarico, direttore regionale di Confcooperative – ha preso in esame un campione significativo di 1.804 imprese con un totale di 250.000 soci: il 39% nelle province di Bari e Bat, il 22% nella provincia di Foggia, il 16% in quella di Lecce, il 13% a Taranto e il 10% nella provincia di Brindisi». Nell'indagine rientrano 592 cooperative di produzione e lavoro, 445 coop sociali, 264 cooperative edilizie di abitazione, 209 di allevatori e conferimento di prodotti agricoli, 106 cooperative di pescatori, 80 di lavoratori agricoli, 25 consorzi di garanzia e fidi, 20 imprese di trasporto. Tricarico ha sottolineato che la stragrande maggioranza delle cooperative censite, il 92,7%, ha dichiarato di aderire alle Centrali cooperative che in Puglia rappresentano oltre 2.400 imprese, 400.000 soci, 30.000 occupati, due miliardi di Euro di fatturato complessivo. «Tra le ombre emerse nell'indagine – ha aggiunto Tricarico – è evidente la forte polverizzazione e una bassa attitudine a fruire dei canali della finanza agevolata. Sul versante commerciale la cooperazione presta il fianco all'insufficiente presenza in ambito internazionale, causata da una scarsa attitudine a proporsi sul mercato globale. Questo comportamento è un freno per risultati d'eccellenza e crea una ridotta riconoscibilità e una modesta capacità strategica di attivare canali che permettano di aggredire i mercati esteri».

Il progetto, promosso nell'Anno internazionale delle cooperative, con lo slogan “Produciamo energia positiva”, ha inoltre permesso di realizzare un'importante opera di animazione territoriale, grazie a una rete di 15 sportelli sul territorio regionale, con esperti che hanno fornito consulenza a cooperatori e aspiranti imprenditori in vari campi, dal marketing alla promozione aziendale, dall'assistenza fiscale e normativa agli strumenti della finanza agevolata. «Gli intervistati – ha spiegato Caterina Nardulli – auspicano un sistema che agevoli la crescita della responsabilità sociale di impresa, delle pari opportunità, dello sviluppo delle idee e favorisca un processo di aggregazione per scommettere sulle produzioni locali nei mercati globali. Tra gli scenari futuri tutti hanno l'obiettivo di una maggior collaborazione tra imprese e istituzioni, in particolare nel welfare, con la creazione di reti tra cooperative, sistema economico e sociale territoriale, per elevare il livello di ecosostenibilità del mercato, di vivibilità dei luoghi e benessere delle relazioni». «La cooperazione – ha affermato il presidente regionale di Confcooperative, Marco Pagano – rappresenta in Puglia il 10% del prodotto interno lordo ed è una risposta moderna e vincente alla rapida evoluzione del tessuto economico e sociale. Formazione, innovazione, aggregazione e internazionalizzazione sono gli imperativi per creare insieme il movimento cooperativo del futuro». Sempre a proposito della cooperazione, il presidente di Legacoop Puglia, Carmelo Rollo ha affermato che «è strumento privilegiato per fronteggiare questo grave momento di crisi. Ma, soprattutto, una forma d'impresa che offre alle giovani generazioni concrete possibilità di costruirsi un futuro, di innovare e crescere. Aggregarsi significa risollevarsi dall’immobilismo economico, creando sinergie per intraprendere nuove strade con il contributo di tutti. Perché da soli non c’è storia»

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