Nichi Vendola ad Altamura

Antonietta Tricarico
Nichi Vendola.

Lavoro, impresa e agricoltura al centro dell'intervento.

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Lo scorso 22 febbraio il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è stato ad Altamura per intervenire, in qualità di leader di Sinistra Ecologia Libertà, nel corso dell'incontro conclusivo della campagna elettorale del partito, che si è svolto presso la sala Tommaso Fiore. Dopo i ringraziamenti di Salvatore Lospalluto, coordinatore Sel Altamura, e un breve intervento del consigliere regionale Michele Ventricelli sulle problematiche della nostra città (disoccupazione, contenitori culturali, ecc.), il Presidente della Regione Puglia si è concentrato su diversi temi (lavoro, welfare, finanza, impresa, agricoltura) spaziando da considerazioni in materia di politica nazionale a misure messe in atto in Puglia. Per quanto riguarda l'impresa, ha spiegato che la sua politica è stata finanziare le piccole eccellenze e favorire l'aggregazione attraverso i distretti produttivi di filiera e i distretti tecnologici. «Tutte le più importanti aziende – ha affermato – sono sotto la lente di indagini penali per reati gravissimi, le elite capitalistiche del nostro paese sono marcite. La politica è corrotta, parliamo del corrotto, ma una volta possiamo parlare del corruttore? Perché se c'è un corrotto, c'è anche un corruttore, possiamo combattere anche contro il corruttore oltre che contro il corrotto?»

Il governatore della Puglia ha anche parlato degli investimenti nella ricerca, soprattutto nell'ambito della meccatronica.  «Il lavoro non viene dal cielo come la manna – ha detto in proposito – il lavoro è un bambino che ha bisogno di essere nutrito per crescere, ciò che nutre il lavoro è la cultura, il sapere, la formazione, la tecnologia, l'università». Per quanto riguarda l'agricoltura si è soffermato in particolare sul problema dell'intermediazione parassitaria: «Il prezzo del prodotto al consumatore è troppo elevato la remunerazione del lavoro agricolo è troppo bassa. Chi ci guadagna?». Verso la fine dell'intervento ha parlato di due fatti «che rendono inedita questa crisi». Il primo è che «sta barcollando il ceto medio». Il secondo è che i giovani hanno perso la fiducia nel futuro: «Questa giovane generazione è mutilata della prospettiva del futuro produttivo. Questa condizione apre una crepa, fa scoppiare la testa di una società». Ha concluso paragonando i giovani al vecchietto che alla fine del film "Anni Ruggenti" consegna al finto podestà una lettera da dare al Duce in cui gli chiede una finestra: «I giovani ci mandano a dire la stessa cosa, che vorrebbero avere una finestra a cui affacciarsi per guardare il futuro».

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