Vertenza Natuzzi, 600 altamurani a rischio licenziamento

Antonietta Tricarico
I lavoratori in protesta davanti ai cancelli della sede di Santeramo del Gruppo Natuzzi

Cosimo Paolicelli (Feneal Uil): «Stiamo vivendo una situazione da bomba atomica e stiamo cercando di evitare con tutti gli sforzi possibili il day after».

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Lo scorso 16 luglio si è tenuto un Consiglio comunale monotematico sulla Vertenza Natuzzi. È intervenuto Cosimo Paolicelli per la Feneal Uil. Sono 600 gli altamurani che lavorano nel gruppo Natuzzi negli stabilimenti di Ginosa, Laterza, Jesce 2, Santeramo e Matera e rischiano il licenziamento.

«Stiamo vivendo una situazione da bomba atomica – ha affermato Paolicelli – e stiamo cercando di evitare con tutti gli sforzi possibili il day after, stiamo cercando di evitare una situazione catastrofica che potrebbe ricadere su un territorio che non ha confini perché non deve essere presa in considerazione solo la Natuzzi, ma tutti i lavoratori del settore del mobile imbottito. Capisco che ci sia preoccupazione in un territorio come Altamura, che insieme a Matera, Santeramo, Ginosa e Laterza, rappresentava la Beverly Hills del sud Italia, dove tutto andava bene fino a qualche anno fa».

Lo scorso 15 luglio c’è stato un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico e la Natuzzi non ha mostrato alcuna apertura verso la ricollocazione del personale. La mobilità non è stata sospesa, è stata solo prorogata di 30 giorni, scadrà il 15 ottobre, ultimo giorno di cassintegrazione della Natuzzi. «La Natuzzi ha dettato i tempi in questo territorio, la Natuzzi ha lavorato con sistemi di esternalizzazione – ha spiegato ancora Paolicelli – la Natuzzi oggi protesta dicendo che uno dei problemi che hanno portato a questa crisi è la manodopera illegale, il lavoro nero che alcuni concorrenti farebbero in questo territorio. Purtroppo concorrenti non ce ne sono più e quindi almeno da tre anni questo non avviene».

Quanto all’Accordo di programma, Paolicelli ha affermato: «Non è un vestito cucito a misura di Natuzzi, ma è anche vero che è l’unica azienda che ha quattro stabilimenti vuoti e perfettamente funzionanti nel territorio coinvolto dall’Accordo di Programma. Ad Altamura ne ha due, ne ha uno grandissimo a Matera La Martella e ce ne avrà presto uno a Ginosa. In esubero potrebbe ricollocare il personale e abbattere il costo del lavoro. Lo diciamo qui, nel territorio, a Roma vorremmo che fosse Natuzzi a darci l’assist perché avremmo delle idee per gestire questa situazione».  Il 22, il 25 e il 26 sono previsti altri tre incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

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