Natuzzi ricomincia da capo sfidando la Frau

© n.d.
Il nuovo gioiello di casa Natuzzi, la “Re-vive” sarà interamente prodotta nello stabilimento di Iesce-Matera. Intanto dovrebbe rientrare dalla Romania la produzione della linea “Leader”.
Da un lato c’è l’agitazione dei lavoratori della Natuzzi circa l’accordo di programma firmato recentemente al MISE, dall’altra la volontà dell’azienda di ripartire con l’avvio di una nuova linea di poltrone intelligenti “Re-vive” ed il rientro di parte della produzione “rumena” in Puglia.
Natuzzi non si dà per vinto e sfida sul mercato la Frau, azienda operante nel medesimo settore, ma da sempre con un occhio di riguardo al mercato del lusso. L’azienda santermana con i suoi prodotti di massa, ma di alta qualità, ha chiuso il 2012 con un fatturato di circa 468 milioni, la Frau invece con circa la metà, 246 milioni, nonostante il suo nome venga spesso associato a grandi dell’imprenditoria italiana.
A dispetto di questa immagine molto diversa delle due aziende, Natuzzi ha deciso di fronteggiare la concorrente.
E per farlo si è servito della maggiore fiera-mercato dell’arredamento americana, High Point, durante la quale, lo scorso 19 ottobre ha presentato l’ultima nata, “Re-vive”, poltrona innovativa, grazie ad un sistema che consente di regolare la posizione della poltrona adattandola alla conformazione del corpo e al gradimento di chi la adopera. Gli americani hanno notato con piacere la new entry. Per la fine dell’anno il nuovo prodotto sarà presentato anche in Italia in due versioni: pelle e tessuto.
In un comunicato, l’ufficio stampa di Santeramo in Colle, ha annunciato che la poltrona sarà prodotta completamente in Italia e più precisamente nello stabilimento Natuzzi di Iesce-Matera, che andrà così a configurarsi come “un vero e proprio centro di eccellenza e d’innovazione, basato sulla Lean Manufacturing e sul nuovo processo di produzione Moving Line”, che fa riferimento al sistema di regolazione digitalizzata della posizione della poltrona.
Questo nuovo progetto è stato reso possibile anche grazie all’accordo con Invitalia che cofinanzierà la nuova produzione con 200 milioni di euro.
Alla stessa maniera la produzione della linea «Leader» rientrerà in Puglia dalla Romania. Intanto la Wollo, società lombarda di “scouting”, tenterà di intercettare le manifestazioni di interesse per investire in Puglia e deviare così le produzioni attualmente in Romania. Pare che ci sarebbero già aziende del Nord Italia pronte a dare la propria disponibilità.
Sul fronte del lavoro, Obiettivo lavoro, della società internazionale Sti, individuerà i profili professionali necessari per le nuove lavorazioni, selezionandoli tra i lavoratori in esubero. Questi inizialmente erano 1900, oggi sono scesi a circa 1506, di cui si prevede che 300-400 sceglieranno la strada dell’esodo incentivato, come hanno già fatto in 80.




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