Rischio scorie nucleari, l’intervento di Sel

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«Ci sono storie che sembrano riproporsi con sconcertante periodicità»
«Ci sono storie che sembrano riproporsi con sconcertante periodicità indipendentemente da chi governa: una di queste è quella relativa alla possibilità che l'area della Murgia possa diventare un deposito di scorie radioattive». Sono le parole contenute in una recente nota del circolo altamurano di Sinistra Ecologia e Libertà.
«Sembra – si legge – che non interessi a nessuno di quelli che governano queste scelte la forte e motivata contrarietà a tali ipotesi delle popolazioni residenti, l'esistenza di un parco nazionale che costituisce l'espressione di una consolidata sensibilità anche da parte delle istituzioni alla salvaguardia del nostro ambiente, il riconoscimento di Matera quale capitale europea della cultura per il 2019, l'approvazione del primo Piano paesaggistico in Italia proprio in Puglia. Sembra ogni volta con cadenza decennale si debba ritornare a difendere questa terra dalle solite lobby che riescono a trovare nuovamente spazio in un momento in cui si è smarrita la strada maestra. Il nostro territorio da anni sta soffrendo una crisi industriale, economica e sociale da cui sta tentando faticosamente di venir fuori anche riscoprendo e valorizzando la sua vocazione turistica ed enogastronomica e le sue ricchezze artistiche ed archeologiche. Quale attrattiva sul turismo potrebbe esercitare un'area marchiata a fuoco dalla presenza di siti di stoccaggio di scorie nucleari?? Come si fa a non rendersi conto che una tale ipotesi costituirebbe una pietra tombale su un possibile (e per tanti aspetti già realizzato!) sviluppo del territorio verso un turismo di qualità in grado di dare risposte importanti sul piano dell'occupazione? Sinistra Ecologia Libertà si opporrà con tutte le forze a questa ennesima violenza che si dovesse perpetrare ai danni del territorio murgiano e fa appello a tutti i cittadini a tenere alta l'attenzione e a mobilitarsi a difesa del nostro ambiente, che rappresenta anche la nostra ricchezza».




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