Cava Pontrelli, i commenti da parte dell’opposizione

La Redazione
Orme di dinosauro presso cava Pontrelli.

"Perché tanto trionfalismo?"

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Arriva dalla opposizione (Partito Democratico, Noi, Movimento ABC, UDC, SEL, Realtà Italia) una nota riguardante l’ultima tappa raggiunta in sede di Consiglio comunale su Cava Pontrelli. Lo scorso 30 novembre, in aula il Sindaco e la sua maggioranza hanno deliberato la manifestazione di interesse all’acquisizione dell’area con procedura espropriativa. La minoranza al momento del voto ha abbandonato i lavori.

Un commento, quello dell’opposizione che parte da una prima domanda: “perché tanto trionfalismo?”

“Fin dal comizio di ringraziamento – hanno scritto – Forte aveva promesso di aprire la cava in 20 giorni. Fallita questa prima ipotesi, ed a seguito di un incontro avuto con la proprietà, il Sindaco, dichiarava di non disperare dal convincere la proprietà a “cedere gratuitamente la cava”. Fallita anche questa ipotesi, è subentrata l’idea dell’acquisto della cava al prezzo di 697.000,00 Euro, non acconsentendo all’unica soluzione percorribile, da noi suggerita e condivisa dai revisori dei conti del Comune di Altamura. Così, Forte e la sua Maggioranza, hanno riesumato la delibera del 14 Luglio 2014, amministrazione Stacca, con la quale il consiglio Comunale di Altamura manifestava l’interesse all’acquisizione dell’area ad un prezzo di € 535.000,00, con, in più, un ulteriore regalo di 167.000,00 Euro passando quindi da 535.000,00 Euro (Stacca) a 702.000,00 Euro (Forte) con una serie di irregolarità amministrative messe in evidenza proprio dai revisori dei conti e da noi consiglieri di minoranza che rischiano di compromettere l’intero percorso amministrativo”.

E aggiungono: “Sono stati buttati altri 167 mila Euro senza il rispetto delle procedure di stima e solo per arrivare vicini al prezzo di 700 mila Euro richiesto dalla proprietà; alla fine l’unica motivazione di tanta fretta è sembrata la volontà di chiudere prima di Natale”.

Nella nota l’opposizione lamenta anche la mancanza di un progetto di salvaguardia e di tutela della orme.

“Quali le conseguenze? – attaccano – Con una mano Forte aumenta le tasse (IMU, TARI. TASI), con l’altra sottrae 700.000,00 euro ad esigenze più importanti per un esproprio “a prezzo concordato” che si realizzerà solo a distanza di lunghi anni. Il Comune non diventerà proprietario di nulla, ma rischia di sostenere i costi di messa in sicurezza e di gestione. Le orme dei dinosauri, nel frattempo, rischiano di scomparire definitivamente, e questa volta, con la responsabilità del Comune”.

E chiosano: “Il giusto procedimento amministrativo da seguire sarebbe stato l’esproprio con la relativa valutazione del bene da parte delle autorità competenti. In ogni caso senza fare regali a nessuno e senza impoverire i cittadini”.

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