Presepi nel Monastero del Soccorso

© Altamuralive
Piccoli capolavori artigianali
E’ stata inaugurata lunedì scorso 21 dicembre 2015 la 35. edizione del presepe artistico nell’ingresso del Monastero del Soccorso, nei pressi di Porta Matera. La mostra, aperta fino al 7 gennaio 2016, è stata organizzata dall’Associazione Amici del Presepio, presieduta da Giuseppe Colonna e dal segretario Lucio Cicirelli, mentre il laboratorio è stato curato da Alfonso Quinto, Nicola Laterza e Giuseppe Debernardis.
Quest’anno è stata registrata una partecipazione di circa 25 artisti tra Altamura e altri provenienti da Adelfia, Matera, Giovinazzo, Palo del Colle, Gravina di Puglia, Bitonto e Santeramo. Con Bitetto l’associazione locale ha in corso un gemellaggio ultradecennale.
I materiali utilizzati sono normalmente scarti di falegnameria, di imballaggi, polistirolo, colla, muschio, rami secchi, bombolette spray coloranti per le decorazioni.
La bravura sta nella tecnica di assemblaggio e nell’estro del progetto dell’artista, la cui fantasia solitamente rientra nel rito canonico della natività. Artisti naif animati da passione fanciullesca, in cui sono riposti i valori cristiani secondo la tradizione. Le opere presentate meritano l’attenzione non solo dei piccini, ma anche degli adulti per apprezzare sia il messaggio di fratellanza e amore verso il prossimo sia il significato che gli autori esprimono con il loro linguaggio artistico. Ogni opera sembra un capolavoro per la cura dei dettagli e dei soggetti rappresentati che nella loro plasticità li rendono particolarmente significativi. Molto interessante per esempio la rappresentazione di una fungaia, in cui l’autore ha presentato una serie di funghi ferula di grosso calibro fatti essiccare precedentemente e incollati lungo il gambo della ferula, mentre alla base sono poste le figure della Madonna, di S. Giuseppe e del bambino Gesù. L’immaginazione dell’osservatore fa il resto. Non poteva mancare la cattedrale che viene rappresentata con singolare fantasia con lampioni accessi e luci intermittenti all’interno dei matronei, mentre in piazza Duomo un pastore porta al pascolo il suo gregge.
Il poeta Giovanni Colonna invece si è affidato alle sue poesie, i cui versi sono stati vergati su locandine affisse alle pareti.




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