5 marzo. Per non dimenticare Domi Martimucci

Angela Colonna
Domenico Martimucci.

Altamura partecipa sentitamente agli eventi presentati dall'associazione "Noi siamo Domi"

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Grande partecipazione da parte dei cittadini altamurani agli eventi organizzati per la giornata di oggi, 5 marzo, ad un anno dalla strage di Largo Nitti. Altamura ha espresso il proprio dolore per la perdita di Domi Martimucci, il giovane calciatore colpito dalle schegge della saracinesca del locale Green Table. Una bomba esplosa poco dopo la mezzanotte dinanzi ad una finestra della sala giochi. Esplosa ancor più potentemente negli animi dei cittadini. Tutti uniti oggi per dire no alla mafia rigettando l’eco di quella terribile notte.

Dopo un momento di preghiera e di raccoglimento nella notte di ieri sul luogo della strage, questa mattina si è tenuto un convegno presso il Teatro Mercadante che ha visto la partecipazione attiva e sentita di numerosissimi ospiti. Una platea gremita ha applaudito gli interventi dei relatori, tra cui Tonia Massaro, presidente Confcommercio Altamura, il sindaco Giacinto Forte, il Vescovo S.E. Mons. Giovanni Ricchiuti, Renato De Scisciolo, coordinatore regionale Ass. Antiracket, Michele Emiliano Presidente Regione Puglia, Carmela Pagano, Prefetto di Bari, Filippo Bubbico vice Ministro dell’Interno. Presenti gli esponenti delle Forze dell’Ordine di Altamura e Puglia.

Provando ad immedesimarsi in Domi, è stata data lettura, attraverso la voce provata di Giuseppe Proggi (associazione Noi siamo Domi), di quella che è stata la giornata del 5 marzo 2015 e del calvario affrontato nei mesi successivi fino all’ultimo giorno di vita. Un’emozione che ha attraversato i cuori di tutti i presenti.

“Vorrei che tutta Altamura raccontasse ai parenti, agli amici, questa enorme stupidità. E’ tutto ciò che di peggio ci può essere in un essere umano. Di questo si tratta. Ed è difficile oggi provare persino pietà nei confronti dei colpevoli. Le associazioni criminali vanno affrontate senza paura”. Così il presidente Emiliano.

E il vice Ministro Bubbico: “Noi dobbiamo essere consapevoli della presenza delle organizzazioni criminali. Dove esse esprimono il massimo della loro potenza e forza cresce la povertà, cresce il disagio sociale, cresce la marginalità e peggiora la qualità della vita delle persone. Bisogna combattere anche dal punto di vista culturale i falsi miti e non c’è la benché minima tolleranza nei confronti di chi vuole dominare le situazioni con l’uso della forza e della prepotenza. Anche i piccoli atti di prepotenza possono anticipare un percorso criminale. Dobbiamo mettere al centro dell’attenzione di tutti noi, non solo delle Istituzioni, ma della comunità intera, il tema della lotta alla criminalità organizzata per farne motivo di un impegno civile e politico”. 

Condividendo le parole dei relatori precedenti, Carmela Pagano, Prefetto di Bari, ha posto l’accento proprio sulla necessità di collaborazione dei cittadini con le istituzioni. “Stiamo lavorando intensamente con le associazioni di categoria per intensificare la prevenzione. E’ fondamentale collaborare con le forze dell’ordine.

In diretta Skype, inoltre, si è tenuto un collegamento da Palermo con Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo Borsellino: “L’indifferenza è il male peggiore. La violenza va isolata in ogni sua forma, in ogni sua dimensione perché da un linguaggio che comincia balbettando diventa poi il linguaggio delle grandi stragi”.

Nella serata, a partire dalle ore 19, si è svolto il “Match delle stelle” presso lo stadio Tonino D’Angelo, Nazionale attori e cantanti e Noi siamo Domi.

Durante l’incontro si è inaugurata una nuova ambulanza della Croce Azzurra.

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