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Occupazione, Natuzzi: «Esuberi strutturali a fine contratti di solidarietà nel 2018»

La Redazione
Natuzzi
L'azienda conferma di voler interrompere investimenti in Italia e conferma le voci riguardo alla presenza di esuberi al termine del periodo di vigenza del contratto di solidarietà
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Dopo le dichiarazioni di diverse rappresentanze sindacali, la Natuzzi, azienda leader nella produzione di mobili imbottiti, ha deciso di dire la propria a seguito dell’incontro svolto, venerdì 20 aprile, presso la sede di Federlegno a Roma.

Per le segreterie nazionali di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, il rilancio non può npassare per il licenziamento di metà della forza lavoro attualmente nimpiegata, con i lavoratori che sono chiamati da anni a sacrifici nimmani. Le organizzazioni sindacali, da quando la notizia è trapelata, si sono rivolte al governo, alle due Regioni interessate, nBasilicata e Puglia, e a tutte le istituzioni coinvolte per chiedere un impegno serio per il rilancio dell’azienda e di tutto il distretto ndel mobile imbottito.

Numeri, circa 1000 esuberi, che qualora confermati rappresenterebbero un duro colpo per l’economia del territorio e per la fonte di sostentamento per numerose famiglie.

Come si legge nella nota stampa inviata in redazione nel corso dell’incontro, l’azienda ha illustrato i risultati dell’anno fiscale 2017. In questo contesto, il gruppo ha riconfermato l’interruzione degli investimenti in Italia a causa dello stanziamento di 13.5 milioni di euro per i contenziosi che hanno inciso in modo significativo sulle performance economiche della società.

“Per far fronte a questi eventi inattesi, sono stati sospesi gli investimenti destinati al recupero di competitività delle fabbriche italiane, contratto di sviluppo, con la conseguente impossibilità di raggiungere gli obiettivi di costo industriale che avrebbero dovuto rendere sostenibile la produzione italiana del Gruppo” – afferma la Natuzzi nella nota.

Tale situazione genererà, al termine del contratto di solidarietà a fine del 2018, una situazione, per usare le parole della Natuzzi, “di esubero strutturale, negli stabilimenti produttivi e negli uffici”.

La società ha ribadito agli attori presenti la necessità di pianificare tutte le azioni possibili per garantire al gruppo la competitività delle produzioni italiane nel lungo periodo.

“Natuzzi – si legge a margine della nota – ha, quindi, espresso trasparentemente alle organizzazioni sindacali la volontà di dare seguito al dialogo congiunto per individuare un sentiero condiviso che permetta all’azienda di portare a termine il percorso virtuoso iniziato nel 2013 e, momentaneamente, interrotto”.

La risoluzione della vertenza quindi sembra sempre più lontana.

lunedì 23 Aprile 2018

(modifica il 27 Giugno 2022, 17:35)

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