Cronaca

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, Giuseppe Difonzo non avrebbe ucciso la figlia nel sonno

La Redazione
Corte di Cassazione
Nella giornata di venerdì 18 marzo 2022, la suprema Corte di Cassazione ha accolto i motivi del ricorso presentato dai difensori di Giuseppe Difonzo, altamurano di 34 anni, accusato di aver ucciso volontariamente la figlia.
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Nella giornata di venerdì 18 marzo 2022, la suprema Corte di Cassazione ha accolto i motivi del ricorso presentato dai difensori di Giuseppe Difonzo, altamurano di 34 anni, accusato di aver ucciso volontariamente la figlia di tre mesi Emanuela durante la notte tra il 12 e il 13 febbraio del 2016, soffocandola nel sonno.

Gli avvocati Donato Carlucci e Gabriele Raimondi hanno impugnato il verdetto di condanna espresso dalla Corte di Assise di Appello di Bari il 9 settembre del 2020 sollevando numerose eccezioni riguardati diversi aspetti che vanno dalla fondatezza degli indizi di colpevolezza alla qualificazione giuridica del fatto reato.

L’altamurano, al momento rinchiuso nel carcere di Lecce, era stato ritenuto colpevole di omicidio volontario premeditato e non preterintenzionale, Difonzo avrebbe soffocato la figlia Emanuela durante un ricovero in ospedale.
L’imputato sarebbe affetto dalla “sindrome di Munchausen per procura”, una condizione psichiatrica che prende il nome dall'omonimo barone tedesco vissuto nel XVIII secolo, famoso per la sua spasmodica tendenza a raccontare gesta inventate e inverosimili con il solo scopo di attirare l'attenzione.
Si tratta di una malattia mentale – e di una forma di abuso – in cui un genitore o un'altra persona che si prende cura del bambino, come un genitore affidatario o un genitore adottivo, simula o provoca una malattia del bambino. La sindrome consiste nella simulazione da parte del "caregiver" di una malattia da cui sarebbe affetto il bambino. Il "caregiver", riferisce sintomi non esistenti o addirittura provoca egli stesso un danno al bambino che dipende dalle sue cure, così da farlo credere o da renderlo effettivamente malato. Attira così attenzione e compassione per se stesso.

Difonzo era stato condannato a 16 anni di carcere al termine del processo di primo grado. All'epoca era già rinchiuso per violenza sessuale su una minorenne, una 14enne figlia di amici di famiglia, per la quale è stato condannato con rito abbreviato alla pena di 3 anni di reclusione.

venerdì 25 Marzo 2022

(modifica il 27 Giugno 2022, 12:45)

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