Oggi i funerali del 16enne Giuseppe Cacciapaglia folgorato da un fulmine 

Le toccanti parole del professore in ricordo del giovane e il messaggio di cordoglio del sindaco di Altamura, Vitantonio Petronella.

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Un tragico evento ha scosso la comunità vicina di Santeramo in Colle lo scorso sabato, quando il giovane Giuseppe Cacciapaglia di soli 16 anni, è stato colpito mortalmente da un fulmine mentre si trovava nell’azienda agricola di famiglia. Oggi, lunedì 20 maggio, è stato proclamato lutto cittadino per rendere omaggio al ragazzo durante i suoi funerali, celebrati in un clima di profonda commozione e dolore.

Giuseppe era noto per la sua dedizione al lavoro agricolo, che svolgeva con amore e impegno, aiutando i genitori. La sua giornata si divideva tra la scuola ad Altamura, dove frequentava l’Istituto Tecnico Tecnologico “Nervi-Galilei”, e la sua passione per il calcio, che praticava fin da piccolo con la squadra locale, il Santeramo Calcio.

La tragedia è avvenuta sabato pomeriggio, quando il giovane aveva appena dato il cambio alla madre per accudire gli animali sotto una pioggia battente. Pochi minuti dopo, un fulmine ha colpito il ragazzo, che si era riparato con un ombrello. Il papà lo ha immediatamente soccorso, trovandolo però esanime a terra, con l’ombrello segnato dalla scarica elettrica. Nonostante i tentativi di rianimazione, all’arrivo del 118 si è solo potuto constatare il decesso per arresto cardiocircolatorio da folgorazione.

Anche il sindaco di Altamura, Vitantonio Petronella, ha espresso il suo messaggio di cordoglio: 

Perdere la vita, a soli 17 anni, è una tragedia che nessuno potrà mai capire. Esprimo il mio sentito cordoglio alla famiglia di Giuseppe, giovane studente santermano, che frequentava l’ITT Nervi-Galilei di Altamura.  

Il suo sorriso, la sua determinazione e la dedizione al lavoro resteranno nei cuori di quanti lo hanno conosciuto. Un forte abbraccio a chi gli era vicino!

Profonda commozione anche dalle parole del Prof. Michele Genco, professore del giovane, pubblicate sulla pagina social dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Nervi-Galilei” – Altamura:

Amici cari, siamo tutti qui non per dire addio al nostro caro Giuseppe ma solo ciao caro Giuseppe, ti vogliamo bene.

Vorrei fare silenzio, in questo momento, non dire nulla, perché sei tu Giuseppe a parlare, qui tra di noi, tra i nostri ricordi e siamo certi che la prima cosa che ci dirai è “la vita non finisce mai!”

Lo crediamo fermamente: Giuseppe, in questi pochi anni trascorsi insieme ci hai insegnato quanto amavi la vita, la tua famiglia, lo sport, soprattutto il calcio, e siamo certi che sei stato convocato in Cielo per una partita in onore della vita che mai si spegnerà. Giuseppe gioca, corri, attacca e fai goal per noi, per sempre, tu che sei stato per noi docenti e amici di classe un inno alla vita, alla gioia, che nulla e niente potrà mai spegnere.

Tu che con il tuo silenzio, la tua timidezza, ma anche la tua tenacia a non arrendersi dinanzi alle difficoltà riuscivi a coniugare lo studio, lo sport, il lavoro e l’amore per la tua famiglia, amici di classe e amici della tua squadra di calcio, che puntualmente esaltavi con le narrazioni delle tue piccole imprese calcistiche. 

Un quesito ormai si ripete nella nostra mente, nei nostri cuori e sembra non trovare le giuste risposte: “Perché, proprio a te Giuseppe?”. Quel perché detto tra lacrime, singhiozzi, abbracci e sembra non aver risposta! 

Scusa se non abbiamo colto il tempo trascorso con te come tempo importante, unico, irripetibile, che arricchisce il cuore e lascia segni nell’anima. Ora i nostri cuori presentano ferite che con il tempo si rimargineranno, ma le cicatrici resteranno per sempre come il tuo ricordo. 

Il sangue che scorre nei nostri cuori, mescolati con le lacrime e i ricordi, con il sacrificio del lavoro quotidiano, con l’entusiasmo di vivere con i ragazzi, continuerà a battere ad unisono con il tuo ricordo caro Giuseppe perché tu sei con noi. 

Grazie anche a voi cari genitori perché avete insegnato a Giuseppe che l’essere semplici, onesti, costanti, leali, lavoratori è ciò che è fondamentale nell’essere uomini.

Caro Giuseppe, faccio mie le parole dei tuoi cari compagni di classe, che ti ricordano così: “In classe sei sempre stato vicino a chi ne aveva bisogno, a chi ti chiedeva una mano tu eri sempre pronto a incoraggiare con il tuo sorriso, con la tua sincera amicizia. In questo momento ci sfiorano mille ricordi che noi non cancelleremo con la tua assenza. Tu non ci lascerai mai, saremo tutti un solo gruppo classe, stretti, perché i nostri legami superano le barriere del tempo e della distanza. E ogni qualvolta che sfioreremo un pallone penseremo a te, alla tua amicizia, al tuo sorriso e al tuo entusiasmo”.

Ciao Giuseppe. Amante della vita, ti vogliamo bene!

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