Paolicelli: “Giù le mani dai sindaci. La Corte Costituzionale ristabilisce il diritto e chiude una brutta pagina per la Puglia”. Le parole di Decaro

La Corte Costituzionale dichiara illegittima la norma che imponeva ai sindaci dimissioni anticipate per candidarsi alle Regionali. Paolicelli: “Ha vinto la democrazia”. Decaro: “Era un abuso di potere, ora fine a una brutta pagina politica”.

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Il Consigliere regionale Francesco Paolicelli con i sindaci pugliesi.

“Quella norma era sbagliata, incostituzionale e scritta per escludere, non per garantire equità. Oggi la Corte Costituzionale ripristina il diritto e mette fine a una brutta pagina della politica pugliese.”

Così il Consigliere regionale Francesco Paolicelli commenta la sentenza con cui la Consulta ha dichiarato l’illegittimità della norma regionale che imponeva ai sindaci l’obbligo di dimettersi 180 giorni prima della scadenza naturale della legislatura per potersi candidare alle elezioni regionali.

«Quella norma cambiava le regole in corsa – spiega Paolicelli – e non per rafforzare la democrazia, ma per ostacolare in modo goffo la partecipazione di chi, come i sindaci, vive il rapporto diretto con le comunità e i cittadini. Un tentativo maldestro di tagliare fuori avversari scomodi con strumenti normativi discutibili.»

La Corte Costituzionale, nella sua decisione, ha chiarito che:

«Per evitare incertezze in materia elettorale, il termine per le dimissioni deve coincidere con il giorno fissato per la presentazione delle candidature, come già stabilito dalla legge n. 165 del 2004, e non con i 180 giorni prima della scadenza naturale del mandato.»

Con questa motivazione, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 219 della legge regionale n. 42 del 2024, che modificava l’art. 6, comma 2, della legge regionale n. 2 del 2005:

• sia per quanto riguarda il termine dei 180 giorni;

• sia per il termine di sette giorni dalla data di scioglimento del Consiglio, previsto in caso di elezioni anticipate.

Tali scadenze saranno sostituite con il termine previsto per la presentazione delle candidature, cioè 30 giorni prima del voto, uniformando la normativa regionale a quella nazionale. La Corte ha inoltre ribadito che il legislatore regionale può definire un termine diverso, purché rispettoso dei principi di ragionevolezza e proporzionalità.

«In Consiglio regionale sono stato l’unico a intervenire pubblicamente contro questa norma. Ho scelto di metterci la faccia, perché credo che la politica debba garantire regole giuste, non costruire scorciatoie per eliminare chi è più vicino ai territori. Oggi, con questa sentenza, ha vinto la democrazia», ha affermato Francesco Paolicelli, a cui si unisce il commento dell’europarlamentare Antonio Decaro: «La decisione della Corte costituzionale ha messo finalmente fine ad una brutta pagina politica ma soprattutto a un vero e proprio abuso di potere nei confronti dei sindaci pugliesi e del loro diritto di partecipare alle prossime elezioni regionali senza sacrificare il proprio lavoro, interrompendolo anticipatamente in maniera immotivata. Credo che il tentativo di questi mesi di impedire l’esercizio democratico attraverso ostruzionismo e stratagemmi, che poco hanno a che fare con le istituzioni e molto invece con la conservazione del proprio destino personale, non sia degno della fiducia dei pugliesi».

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