ZERONEGATIVO 2026 chiude con oltre 1.500 visitatori. Successo per la seconda edizione del festival tra fotografia, arte, confronto e condivisione

Oltre 1.500 visitatori, dieci esposizioni, workshop sold out, talk, cineforum e una comunità artistica sempre più viva. Si chiude con numeri importanti Zeronegativo 2026, il festival di fotografia contemporanea che ha trasformato lo stabilimento De Laurentis in un luogo di incontro, confronto e nuove visioni.

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Oltre 1.500 visitatori, decine di artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, workshop sold out, mostre, talk, laboratori, cineforum e un’intera comunità riunita attorno al linguaggio della fotografia contemporanea. Si chiude con un bilancio estremamente positivo l’edizione 2026 di ZERONEGATIVO, il festival che dal 18 al 21 giugno ha trasformato lo storico stabilimento De Laurentis in uno spazio di confronto, ricerca e sperimentazione artistica.

Quattro giorni durante i quali la fotografia è diventata occasione di incontro tra autori, curatori, studenti, professionisti e semplici appassionati, confermando la crescita di un progetto che anno dopo anno continua a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nel panorama culturale pugliese.

Il programma ha proposto dieci esposizioni, a partire dalla mostra collettiva dedicata agli artisti pugliesi con le opere di Gaia Serafino, Nicolò Catucci, Marika Ramunno, Irene Mele, Giorgia Montanaro, Francesca Carucci, Simona Boccuzzi, Siria Ettorre, Sara Pirani e Giorgia Lisi, affiancata dai progetti selezionati attraverso la open call nazionale.

Tra questi, What Humans Are Made Of di Gabriele Barbagallo, Sofia Salerno, Alessia Cassol e Noemi Comi, A Calcareous Void di Giorgio Garzella, Il Sentiero di Pietro Longhi, How to Become a Good Girl di Vanessa Francia e Isolation di Juliette Roy Batanero.

Accanto agli artisti selezionati dalla call, il festival ha valorizzato anche quattro progetti interni: I Don’t Try to Feel Awake Anymore di Matteo Buonomo, Note di Marta Giaccone, Four to the Dirt di Mirko Ostuni e Nothing Spills di Sofia Gastaldo, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alla fotografia emergente rappresentata proprio da Mirko Ostuni e Sofia Gastaldo.

Grande interesse ha riscosso anche la sezione editoriale con sei progetti fotografici e zine: Ussaro di Antonio Rosato, Sguardi Contemporanei – Edizione 2026 di FA Fotografia dell’Architettura, Per amore di Maria di Genny Di Filippo, L’Ulivo e il Territorio di Maya Mircheva, Once We Were Kidz di Lulu Withheld e Un Giardino Segreto di Chiara Pirra.

Sold out entrambi i workshop intensivi dedicati alla formazione: quello sulla curatela e l’allestimento guidato da Laura Tota e quello introduttivo all’editoria fotografica curato da Dito Publishing, che hanno raggiunto il numero massimo di partecipanti, confermando il forte interesse verso percorsi di approfondimento professionale.

Il programma è stato arricchito inoltre dal laboratorio aperto di Junk Journal a cura di TAM Matera, dai talk con gli artisti, dagli incontri promossi da Salgemma, dalla presentazione del libro Four to the Dirt di Mirko Ostuni insieme a Dito Publishing, dallo scambio di zine con Guido Borso, dalle visite guidate, dal bookshop curato dalla Libreria Marini con una selezione di libri fotografici d’autore e dal cineforum organizzato da Federico Cornacchia e Gerry Ciccimarra, con il supporto di Formiche Verdi, che ha proposto sette cortometraggi. Non è mancata un’area dedicata ai bambini, pensata per rendere il festival sempre più inclusivo e aperto alle famiglie.

Tra gli elementi che hanno caratterizzato questa edizione spiccano la costruzione di una comunità artistica sempre più solida, il forte senso di appartenenza creatosi tra artisti e pubblico, la partecipazione attiva dei visitatori, gli allestimenti capaci di dialogare con l’architettura dello spazio industriale e una mostra in continua trasformazione grazie al passaggio dalla luce naturale a quella artificiale verde nelle ore serali.

La fotografia ha così incontrato musica, architettura, editoria, convivialità e socialità, dando vita a un festival autenticamente interdisciplinare, dove ogni momento è diventato occasione di confronto e condivisione.

L’edizione 2026 è stata realizzata con il contributo finanziario del Consiglio regionale della Regione Puglia e con il patrocinio del Comune di Santeramo in Colle.

Fondamentale il sostegno del main sponsor Vincent Pet Food Evolution e degli sponsor BCC Santeramo in Colle, Neos Restauri, Oltrevalle – Masseria Contemporanea, Marinobus, Officine Fiore, Bufala Dolcenera e COA – Costruzioni Alternative.

Un ringraziamento va inoltre agli sponsor tecnici La Tipographica, Meraki Crew, MusicalStore2005, Dimarno Group, 1Qualunque, Italwood, Vivai Decandia, Patella Giuseppe, New Era Costruzioni, Annette Lingerie, F.P.S., Semplice Gestionale in Cloud, Digital Sign Sforza e Ardino Home Repair, oltre ai media partner TwoRound, AltamuraLive.it e SanteramoLive.it, che hanno contribuito alla diffusione e alla valorizzazione dell’iniziativa.

Infine, il grazie più importante è rivolto a chi ha scelto di esserci: agli artisti, ai volontari, ai relatori, ai partner, ai fotografi, ai professionisti, ai visitatori e a tutti coloro che hanno creduto nel progetto.

Grazie a chi ha attraversato, sostenuto e reso ZERONEGATIVO un’energia condivisa, viva.

Perché un festival non si misura soltanto dai numeri, ma dalle connessioni che riesce a creare. E ZERONEGATIVO, anche quest’anno, ha dimostrato di essere molto più di una mostra fotografica: è un invito a guardare oltre l’immagine, perché ogni visione può diventare il punto di partenza per immaginare nuovi orizzonti. Alla prossima edizione!

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