“Santa Maria” ad Altamura: le origini, le tradizioni e le curiosità della festa altamurana

Altamura, Santa Maria Assunta: storia, tradizioni e curiosità di una festa che unisce tutta la città
Dal Duomo federiciano alla processione, dalla “sullenn” alle 100 Ave Maria, passando per antichi contratti, fuochi e memorie familiari: alla vigilia di Santa Maria Assunta riscopriamo riti e curiosità che da secoli accompagnano Altamura.
Ci sono appuntamenti che non hanno bisogno di essere segnati sul calendario. Arrivano ogni anno e la città sembra riconoscerli da sola.
Le strade si riempiono, il centro storico cambia volto, Piazza Duomo torna a essere il cuore pulsante di Altamura e, tra fede, ricordi familiari e tradizioni tramandate di generazione in generazione, torna quella che gli altamurani chiamano semplicemente “Santa Marì”.
La festa di Santa Maria Assunta non è soltanto una ricorrenza religiosa. È uno di quegli appuntamenti capaci di raccontare una città attraverso i suoi riti, le sue trasformazioni e perfino le abitudini quotidiane di chi l’ha abitata nei secoli.
Tradizionalmente i festeggiamenti si concentrano tra il 14 e il 16 agosto, richiamando nel centro cittadino altamurani e visitatori e unendo la dimensione religiosa a quella più popolare della festa.
Una devozione che parte dal simbolo di Altamura
Per comprendere il legame tra Altamura e l’Assunta bisogna partire proprio da lei: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, uno dei monumenti che più di ogni altro identifica la città.
La sua costruzione fu voluta da Federico II di Svevia a partire dal 1232. La Cattedrale nacque come cappella palatina, direttamente legata all’autorità imperiale, e ancora oggi conserva testimonianze dell’edificio federiciano del XIII secolo. Il Comune di Altamura la indica come una delle quattro basiliche palatine di Puglia.
Attorno alla sua fondazione vive anche una delle leggende più affascinanti della tradizione locale. Secondo un racconto tramandato nel tempo, Federico II, durante un viaggio verso la Terra Santa, avrebbe lasciato in queste zone alcuni uomini del proprio esercito ammalati. Al ritorno li avrebbe trovati guariti e, per riconoscenza verso la Madonna, avrebbe deciso di innalzare un tempio dedicato all’Assunta. Si tratta di una leggenda popolare, non di una ricostruzione storica documentata, ma è una delle storie che per generazioni hanno accompagnato il rapporto tra la città e la sua patrona.
Anche la Cattedrale che osserviamo oggi racconta secoli di trasformazioni. Dopo il crollo di gran parte della struttura in seguito al terremoto del 1316, l’edificio fu ricostruito sotto Roberto d’Angiò; nel Cinquecento ne fu invertito l’orientamento e furono innalzati i campanili, mentre le cuspidi superiori vennero aggiunte nel Settecento. Il grande rosone trecentesco e il portale decorato con 22 scene della vita di Cristo sono ancora oggi fra gli elementi più riconoscibili del monumento.
La statua d’argento e la prima processione
Un’altra pagina della storia della festa riguarda il simulacro dell’Assunta custodito in Cattedrale.
Secondo le ricostruzioni storiche locali, la statua in argento fu commissionata dal Capitolo della Cattedrale nel 1697 ai maestri napoletani Biagio Guariniello e Lorenzo Vaccaro e arrivò ad Altamura il 1° agosto 1698. La Vergine è raffigurata tra le nuvole e circondata da figure angeliche, con una corona di dodici stelle.
L’anno successivo, il 15 agosto 1699, si sarebbe svolta la prima processione con l’immagine dell’Assunta.
Da quel momento il passaggio della Madonna per le strade della città sarebbe diventato uno dei momenti più intensi e partecipati della vita religiosa altamurana.
Ancora oggi la processione rappresenta il cuore delle celebrazioni: negli ultimi anni ha visto la partecipazione del clero, delle autorità civili e di moltissimi fedeli. Nei piani predisposti nel 2024 e nel 2025, il corteo del 15 agosto ha attraversato alcune delle principali arterie del centro, partendo e tornando in Piazza Duomo.
Sant’Irene e un legame antico
La storia dell’Assunta ad Altamura si intreccia anche con quella di Sant’Irene.
Una tradizione locale racconta che nel 1722 gli altamurani ne invocarono la protezione contro le calamità naturali, in particolare contro i fulmini che avrebbero provocato gravi danni sul territorio. Da allora Sant’Irene entrò profondamente nella devozione cittadina e per lungo tempo la sua immagine accompagnò quella dell’Assunta durante i festeggiamenti di agosto.
Un tempo, durante la processione, la statua dell’Assunta sarebbe stata portata a spalla secondo un antico privilegio attribuito alla famiglia Moramarco, mentre quella di Sant’Irene veniva affidata ai contadini. Anche qui emerge una curiosa tradizione agricola: attraverso una sorta di offerta veniva donata la cosiddetta “mazzetta” di grano, successivamente venduta per raccogliere fondi.
Quando il 15 agosto significava anche pagare i debiti e cambiare casa
È probabilmente una delle curiosità più sorprendenti per le nuove generazioni.
Nei secoli passati, infatti, il 15 agosto non era soltanto il giorno della festa patronale. Coincideva anche con importanti scadenze economiche e sociali.
Piazza Duomo diventava una vera e propria piazza degli affari. Artigiani, commercianti e cittadini vi si incontravano per saldare conti e rinnovare accordi. Barbieri, falegnami, fabbri e altri lavoratori attendevano i pagamenti maturati durante l’anno.
La festa segnava anche la scadenza di numerosi contratti di locazione. Chi non rinnovava il fitto cercava una nuova abitazione e le strade potevano riempirsi di famiglie impegnate a trasportare mobili e masserizie sui carretti.
Altro che semplice Ferragosto: per molti altamurani del passato il 15 agosto rappresentava quasi l’inizio di un nuovo anno.
E a trarne lavoro erano anche gli imbianchini, chiamati a sistemare e preparare le case nelle quali si trasferivano le famiglie. Una fotografia di una città ormai lontana, ma che racconta quanto profondamente la festa fosse intrecciata alla vita economica e sociale di Altamura.
Le 100 Ave Maria: una devozione che resiste
Tra le tradizioni più intime ce n’è una che, secondo le testimonianze raccolte nel tempo, sarebbe sopravvissuta ancora in alcune famiglie e tra gli anziani: la recita di 100 Ave Maria in onore dell’Assunta, accompagnata da antiche preghiere.
Una devozione domestica, lontana dalle grandi processioni e dalle luminarie, che racconta forse meglio di molte altre quanto la festa sia entrata nelle case e nella memoria delle famiglie altamurane.
“La sullenn”, i mortaretti e il risveglio del giorno di festa
Anche i suoni avevano – e in parte conservano – un ruolo fondamentale.
La mattina del 15 agosto la città veniva svegliata dai mortaretti e dal suono della grande campana della Cattedrale, chiamata nella tradizione locale “la sullenn”.
Era il segnale: il giorno di Santa Maria era arrivato.
Dopo le celebrazioni religiose, nel pomeriggio la banda accompagnava le autorità civili verso la Cattedrale per rendere omaggio alle sacre immagini. Le confraternite si radunavano con gli abiti rituali e, quando il grande campanone tornava a risuonare, iniziava la processione.
Al rientro, la festa continuava tra bande, luminarie, bancarelle e folla.
Tutti con il naso all’insù: i fuochi da Monte Calvario
E poi arrivava la mezzanotte.
Una delle immagini più radicate nella memoria degli altamurani è quella della folla che si spostava verso Monte Calvario per assistere allo spettacolo pirotecnico.
Per anni i fuochi non furono soltanto uno spettacolo: tra le diverse imprese pirotecniche si svolgevano vere e proprie competizioni e alla migliore poteva essere assegnato un premio.
Era il momento in cui la città alzava contemporaneamente gli occhi verso il cielo e salutava una delle giornate più attese dell’anno.
Il sacco del 1799 e la statua nascosta
Tra le storie tramandate dalla memoria cittadina ce n’è anche una legata alle drammatiche vicende del 1799, quando Altamura fu assediata dalle truppe sanfediste del cardinale Ruffo.
Secondo una ricostruzione della tradizione locale, durante il sacco della città la famiglia Moramarco avrebbe nascosto la statua d’argento dell’Assunta nella propria abitazione per sottrarla al saccheggio. Altri simulacri argentei, invece, sarebbero andati perduti.
Un episodio che appartiene alla memoria tramandata e che contribuisce a spiegare il particolare legame che per lungo tempo avrebbe unito quella famiglia al simulacro durante la processione.
Da festa religiosa a grande rito collettivo
Molto è cambiato.
Non si rinnovano più i contratti in Piazza Duomo, nessuno trasloca perché è arrivato il 15 agosto e alcune delle antiche usanze sono rimaste soltanto nei racconti dei più anziani.
Eppure “Santa Marì” continua a essere Santa Marì.
La processione, le strade affollate, le bancarelle, le bande, il Luna Park e il ritorno degli altamurani che tornano dalle vacanze, trasformano ancora una volta il Ferragosto in qualcosa che va oltre una semplice festa estiva.
Negli ultimi anni la dimensione civile ha continuato ad affiancare quella religiosa. Nel 2024 e nel 2025, ad esempio, il Luna Park è stato allestito nell’area di via Martin Luther King, mentre Piazza Zanardelli e diverse vie del centro sono state interessate da mercatini, limitazioni al traffico e misure di sicurezza connesse all’afflusso di pubblico.
È la trasformazione naturale di una tradizione secolare: cambiano le abitudini, cambiano le città, cambiano persino i modi di festeggiare. Resta però la capacità di una ricorrenza di mettere insieme generazioni diverse.
Viabilità 2026: si attendono comunicazioni
Per quanto riguarda i festeggiamenti del 2026, al momento in cui scriviamo non risulta ancora pubblicato sul portale istituzionale del Comune di Altamura uno specifico piano della viabilità relativo alla festa di Santa Maria Assunta.
Negli anni precedenti il Comando di Polizia Locale aveva predisposto apposite ordinanze con chiusure al traffico, divieti di sosta, percorso della processione e disposizioni per l’area del Luna Park.
AltamuraLive seguirà gli aggiornamenti e informerà tempestivamente la cittadinanza non appena saranno diffuse eventuali disposizioni ufficiali per il 2026.
Perché, al di là delle ordinanze, dei programmi e degli appuntamenti, Santa Maria continua a essere soprattutto questo: un pezzo della memoria collettiva di Altamura.
Una festa che porta con sé il ricordo di chi l’ha vissuta prima di noi, le storie raccontate dai nonni, il suono delle campane, la Madonna che attraversa le vie della città e quella sensazione, difficile da spiegare a chi non è altamurano, che per qualche giorno ad agosto fa pensare a tutti la stessa cosa:
è arrivata Santa Marì.





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