Assalto al portavalori sulla SS96 tra Altamura e Mellitto. 7 misure cautelari per la banda di Cerignola

Sette misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sulla maxi-rapina al portavalori avvenuta il 6 novembre 2024 sulla SS96, tra Toritto e l’area di Altamura-Mellitto. Contestati, a vario titolo, associazione a delinquere, rapina aggravata anche dal metodo mafioso e altri reati contro il patrimonio.

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Una svolta investigativa arriva a distanza di mesi da uno degli assalti più violenti registrati negli ultimi anni lungo la Strada Statale 96, nell’area tra Toritto, Mellitto e Altamura.

Dalle prime ore di oggi, venerdì 10 luglio 2026, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Bari, starebbero eseguendo misure cautelari nei confronti di sette indagati ritenuti, secondo l’impostazione accusatoria, appartenenti a una presunta organizzazione criminale specializzata negli assalti ai furgoni portavalori.

L’indagine riguarda in particolare la maxi-rapina avvenuta il 6 novembre 2024 sulla SS96, nei pressi di Toritto, lungo un tratto particolarmente trafficato e strategico anche per i collegamenti con Altamura. In quell’occasione un commando armato avrebbe bloccato un furgone blindato diretto verso Altamura, mettendo in atto un’azione dal carattere paramilitare.

Secondo quanto ricostruito nelle prime informazioni disponibili, i banditi avrebbero posizionato più veicoli di traverso sulla carreggiata, sia davanti sia dietro al portavalori, per impedirne la marcia e ostacolare eventuali interventi. Per intimidire le guardie giurate sarebbero stati esplosi numerosi colpi di kalashnikov e di altri fucili. Successivamente sarebbero state utilizzate cariche esplosive per aprire la parte posteriore del blindato e impossessarsi del denaro trasportato.

Il colpo avrebbe fruttato un bottino ingente, indicato in alcune ricostruzioni giornalistiche in circa un milione di euro. Prima della fuga, i malviventi avrebbero incendiato alcuni dei mezzi utilizzati per bloccare la strada, con l’obiettivo di rallentare l’arrivo delle forze dell’ordine e creare ulteriore caos lungo la statale.

Nonostante la violenza dell’assalto, le guardie giurate non sarebbero state colpite dai proiettili né direttamente dalle esplosioni, ma avrebbero comunque fatto ricorso alle cure mediche. Sul posto, all’epoca, intervennero anche diverse squadre dei Vigili del Fuoco per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area.

L’operazione di oggi rappresenterebbe un duro colpo a una presunta organizzazione criminale di matrice cerignolana, da tempo indicata dagli investigatori come una delle realtà più strutturate e pericolose nel campo degli assalti ai blindati. Agli indagati verrebbero contestati, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, rapina aggravata anche dal metodo mafioso e numerosi altri reati contro il patrimonio che sarebbero rientrati nel programma del gruppo.

Per l’esecuzione delle misure cautelari sarebbero stati impiegati oltre cento militari dell’Arma, con il supporto di un elicottero, reparti speciali, Aliquote di Primo Intervento e Squadre Operative di Supporto dei Carabinieri, unità solitamente utilizzate anche in contesti ad alto rischio.

La vicenda interessa da vicino anche la comunità altamurana, non solo per la prossimità territoriale del luogo dell’assalto, ma anche perché il blindato preso di mira sarebbe stato diretto proprio verso Altamura. L’episodio, all’epoca, aveva destato forte allarme per le modalità dell’azione: armi da guerra, esplosivi, veicoli incendiati e una statale trasformata per alcuni minuti in uno scenario di guerra.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari, avrebbero consentito di ricostruire ruoli, modalità operative e collegamenti del presunto gruppo criminale. Restano tuttavia da attendere gli sviluppi giudiziari e gli eventuali interrogatori di garanzia per chiarire nel dettaglio le singole posizioni.

Come sempre in questa fase, è necessario ricordare che il procedimento si trova ancora nella fase cautelare e che le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Quella di oggi resta comunque una notizia di forte rilievo per il territorio: la risposta investigativa a un assalto che aveva colpito non solo un portavalori, ma anche la percezione di sicurezza lungo una delle arterie più importanti per Altamura e per l’intera area murgiana.

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