Ci lascia Filippo Berloco: una vita per la famiglia, il lavoro e la sua Altamura

Altamura saluta Filippo Berloco, imprenditore, ex consigliere comunale e già presidente di Confartigianato Altamura. Una vita spesa tra famiglia, lavoro e impegno per la città, lasciando il ricordo di un uomo tenace, onesto e profondamente legato alla sua comunità.

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Altamura perde uno dei suoi figli più autentici. È venuto a mancare Filippo Berloco, imprenditore altamurano, uomo profondamente legato alla sua città, alla famiglia e al lavoro, che hanno rappresentato per tutta la vita una parte essenziale della sua identità.

Nato ad Altamura l’11 giugno 1957, Filippo Berloco ha imparato molto presto il significato della responsabilità. Ancora giovanissimo si è trovato a essere un punto di riferimento per la madre e per i suoi cinque fratelli, sviluppando quella forza, quella tenacia e quel senso del dovere che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.

Insieme al fratello Antonio ha raccolto l’eredità dell’attività avviata dal padre e, partendo da quelle fondamenta, ha contribuito a costruire e far crescere la I.CO.BE., impresa nel settore del movimento terra diventata negli anni una realtà consolidata del territorio. Un lavoro al quale ha dedicato energie, intelligenza e passione fino agli ultimi tempi, attraversando i profondi cambiamenti del settore senza mai perdere la concretezza, l’umiltà e la dignità che lo hanno sempre contraddistinto.

Chi ha lavorato con lui racconta di un uomo dotato di un’intelligenza pratica fuori dal comune, capace di intuire soluzioni e affrontare problemi complessi con naturalezza. Qualcuno lo ha definito un “genio” nel suo lavoro; altri ricordano soprattutto la generosità con cui sapeva trasmettere la propria esperienza, quasi con l’atteggiamento di un padre verso chi cresceva professionalmente accanto a lui.

Ma se il lavoro è stato una delle grandi passioni della sua vita, la famiglia ne è stata il centro. Accanto alla moglie Marino Maria Vittoria e ai figli Rossella, Fabrizio e Marica, Filippo è stato una presenza costante, forte, a volte persino ingombrante nella sua determinazione, ma sempre guidata da un istinto profondissimo di protezione.

Era l’uomo che prendeva in mano le situazioni, che cercava una soluzione, che si occupava di tutto e di tutti. Quello al quale ci si affidava quasi naturalmente, con la certezza che, in un modo o nell’altro, avrebbe trovato la strada. Solo oggi, forse, la sua famiglia riesce a misurare pienamente quanto della propria vita Filippo abbia dedicato a loro.

Il suo carattere era deciso, fermissimo nelle convinzioni, poco incline ai compromessi. Ma c’è una parola che ritorna continuamente nei ricordi delle tante persone che lo hanno incontrato nella vita e nel lavoro: onestà. Un valore che Filippo Berloco ha difeso nei rapporti personali e professionali e che ha cercato di trasmettere a chi gli stava accanto.

E poi c’era Altamura.

Filippo ne era profondamente orgoglioso. Amava la sua città, ne seguiva la vita, i cambiamenti e le vicende, e sentiva fortissimo il senso di appartenenza alla propria terra. Era, nel significato più autentico dell’espressione, un altamurano DOC.

Il suo non era però soltanto un legame sentimentale. Negli anni ha scelto di partecipare concretamente alla vita della comunità, anche attraverso l’impegno come consigliere comunale, mettendo a disposizione della città una parte del proprio tempo e della propria esperienza.

Quello stesso senso di appartenenza e di responsabilità lo ha accompagnato nell’impegno in Confartigianato, dove per diversi anni è stato presidente del centro comunale di Altamura. Un ruolo che ha ricoperto con grande orgoglio e senso dell’onore e che, per lui, non rappresentava semplicemente una carica. Significava dare voce alle persone che rappresentava, agli artigiani e agli imprenditori del territorio, con i quali condivideva problemi, sacrifici e responsabilità.

Il suo impegno in quegli anni lo vide occuparsi concretamente delle difficoltà delle piccole imprese e di temi importanti per il mondo del lavoro e dei cantieri. Conosceva in prima persona quanto costasse costruire e mantenere un’impresa, attraversare le trasformazioni del mercato e continuare ad assumersi la responsabilità delle persone che lavoravano con lui. Forse anche per questo sentiva così profondamente il dovere di rappresentare gli altri.

Il rapporto con Altamura passava anche da qui: dal desiderio di esserci, di partecipare, di contribuire. Era la sua città, quella nella quale aveva costruito la propria impresa e la propria famiglia, quella di cui parlava con orgoglio e alla quale è rimasto profondamente legato per tutta la vita.

Filippo Berloco lascia molto più di ciò che ha costruito professionalmente. Lascia il ricordo di un uomo che si è fatto da sé, che ha attraversato difficoltà e cambiamenti senza sottrarsi mai alle proprie responsabilità; di un imprenditore che ha lavorato fino alla fine con la stessa passione; di un uomo rispettato per la sua parola e per la sua onestà.

E lascia soprattutto una famiglia che oggi scopre, forse più che mai, quanto fosse grande lo spazio che occupava nelle loro vite.

Perché per Filippo Berloco costruire non è stato soltanto un mestiere. È stato il modo in cui ha vissuto: costruendo lavoro, futuro, legami e famiglia. Sempre nella sua Altamura.

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Commenti

  • Rosamaria Berloco (utente non verificato)

    Grazie di queste belle parole che descrivono perfettamente l’uomo che era mio zio. Grazie. Ci manchera. Rosamaria Berloco