Ferrovie Appulo Lucane, i problemi restano…restyling a parte
Nonostante gli ingenti finanziamenti regionali, i pendolari continuano a subire quotidianamente noevoli disagi.
Nell’ultimo film di Sergio Rubini, “L’Uomo nero”, il protagonista interpreta la parte del capostazione di una linea ferroviaria che tutti sanno essere le Fal (Ferrovie Appulo Lucane). La pellicola è ambientata negli anni ’60 e coloro che si sono recati al cinema avranno notato che nulla è cambiato da allora per questa sfortunata linea ferroviaria. Una tratta sfortunata, quella delle Fal, che però viene utilizzata da migliaia di pendolari al giorno, per lo più studenti, costretti a vivere da anni gravi disagi.
Qualche miglioramento c’è stato, è vero. È intervenuto sulla questione Felice Dileo, del Prc di Bari che ieri mattina, assieme al consigliere regionale Pietro Manni ha condotto una iniziativa di sensibilizzazione presso la stazione di Bari delle Fal.
C’è stato il “ripristino –scrive Dileo in un comunicato- del funzionamento della scala mobile presso la fermata di Bari Policlinico; il restauro delle stazioni di Altamura, Modugno, Toritto; restyling e installazione di aria condizionata in diversi convogli. Tuttavia, questo non è assolutamente sufficiente dato che la Regione Puglia, come la Regione Basilicata, ha stanziato ingenti risorse finanziarie per ammodernare le Fal, ma i pendolari continuano a subire quotidianamente notevoli disagi, tipo viaggiare stretti come sardine per carenza di vagoni, arrivare tardi alle loro destinazioni a causa dei frequenti guasti tecnici alle motrici, imbattersi in carrozze sprovviste di servizi igenici, etc”.
Passano gli anni, cambiano i consigli di amministrazione delle Fal ma la situazione resta la stessa. Una problematica che è tutta strutturale e infrastrutturale, organica. La ferrovia che si ammira nel film di Sergio Rubini è quella degli anni ’60, oggi poco o nulla è cambiato. Sono passati 50 anni e oggi è davvero arrivato il momento di fare qualcosa.




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